Carissimi amici,
mercoledì scorso, 13 aprile, l’Associazione Amici Parco Nord e il Comitato No Eliporto hanno tenuto, nella sede dell’A.A.P.N. via Suzzani 273 Milano, una riunione alla quale hanno partecipato alcune altre associazioni, tra cui quella degli Amici del Parco Grugnotorto-Villoresi, quella del parco delle Groane e dell’Associazione Parchi del Vimercatese. Obiettivo dell’incontro, creare un Coordinamento di tutte le Associazioni parchi lombarde per contrastare con risoluta determinazione il progetto di legge regionale di modifica della legge 86 sui parchi.
Tale progetto di legge, fermato per ora in Commissione e che dovrebbe andare in discussione in Consiglio regionale a giugno, è nello stesso tempo una proposta debole e pericolosa. E’ insufficiente perché si limita a considerare il solo aspetto della gestione dei parchi; e pericolosa perché vorrebbe introdurre un modello di governance che accentrerebbe il potere e le decisioni nelle mani della Regione stessa, estromettendone di converso e di pari grado i Comuni.
In sintesi: al posto dei Consorzi dei Comuni ci sarebbero dei non meglio specificati Enti pubblici, nei quali la presenza della Regione sarebbe incombente e dominante. Infatti, nei Consigli di gestione dovrebbe farsi posto ad un componente regionale (non revocabile) su tre (o cinque) membri; il revisore sarebbe nominato dalla Regione e il direttore, scelto dal presidente, sarebbe tratto da un albo regionale di cui non vengono definiti i criteri di gestione. Con l’aggravante, in questo caso, di un rapporto siamese tra presidente e direttore, per cui il direttore sarebbe tenuto a seguire la sorte del presidente e quindi financo a dimettersi se il presidente dovesse interrompere per qualsiasi motivo il suo mandato. Addio autonomia della funzione tecnica e manageriale, il direttore praticamente sarebbe declassato ad uomo dello staff del presidente!
A quanto sopra si aggiunge, e questo ci sembra il cuore effettivo del problema – certamente delle nostre preoccupazioni- la modifica dell’art. 20 della legge 86. Leggiamo assieme il comma 1° dell’articolo 20 bis, quindi dell’articolo sostitutivo (Poteri di deroga e misure di compensazione): “L’ente gestore del parco, previo parere obbligatorio e vincolante della Giunta regionale, e sentiti gli enti interessati, può autorizzare, in deroga al regime proprio del parco, la realizzazione di opere pubbliche previste dalla legislazione nazionale, esclusivamente nel caso in cui non possano essere diversamente localizzate…”. Sembra molto chiaro!
Che fare? Saldare, questo ci pare il primo nostro compito, la risposta inevitabile dei Comuni, espropriati del loro ruolo, ma non dei loro quattrini (infatti continuerebbero a scucirne almeno per il 70% dei costi di gestione dei parchi), alla protesta delle associazioni ambientalistiche e dei cittadini. Farlo in fretta, prima che il progetto di legge arrivi in Consiglio regionale. A tale scopo, l’idea è di costruire un Coordinamento regionale che si raccordi con tutto il mondo ambientalistico e con la più vasta platea dei cittadini che vogliono difendere il territorio, il paesaggio e l’ambiente, cioè la nostra Regione e il nostro Paese.
Vogliamo dare solo qualche dato per avere l’idea dell’opera incessante di devastazione del territorio italiano e lombardo? Traggo i dati che seguono dal bellissimo libro di Salvatore Settis Paesaggio Costituzione Cemento Einaudi 2010. Dal 1956 al 2001, secondo i dati Istat, in Italia la superficie urbanizzata è cresciuta del 500%, il consumo di suolo è viaggiato al ritmo di 244.000 ettari l’anno; dal 1996 al 2006 i Comuni italiani hanno rilasciato permessi di costruire per 3,1 miliardi di mc (dato sottostimato perché non comprende le costruzioni abusive); ogni anno, per la sola edilizia residenziale, si costruiscono in media 22,3 mc per abitante; dal 1991 al 2001 l’incremento delle superfici urbanizzate rispetto all’incremento demografico è stato ben 37,5 volte superiore; in Lombardia e in Veneto ci approssimiamo a “situazioni di saturazione territoriale”. In Lombardia che nel 1990-2005 ha ridotto del 18% la superficie agricola, le sole autostrade in costruzione o in progetto stanno distruggendo altri 2670 ettari di suolo: in totale 13 ettari al giorno, ogni anno una superficie pari alla città di Brescia. La morfologia del territorio italiano lo rende notoriamente esposto a terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni e altre calamità, basta ricordare che negli anni 1999-2007 sono state censite in Italia 482.272 aree franose, quasi il 7% dell’intero territorio nazionale. Per concludere, l’Italia ha il più basso tasso di crescita demografica d’Europa, ma ha il più alto tasso di consumo di territorio.
Tornando al nostro problema, la proposta che rivolgiamo a tutti gli amici delle associazioni e dei parchi è, ripeto, coordiniamoci, organizziamoci, facciamo sentire forte e risoluta la nostra voce.
Appuntamento prossimo Mercoledì 4 maggio ore 18.30 nella sede dell’Associazione Amici Parco Nord Milano, via Suzzani 273, per: formalizzare la costituzione del coordinamento: firmare un documento che esprima chiaramente le critiche al progetto di legge e avanzi le nostre proposte; redigere un comunicato stampa da diffondere su tutti i mezzi di comunicazione possibili; organizzare iniziative di incontro, di festa e di mobilitazione pubblica.
Infine, lunedì scorso il Consiglio comunale di Bresso ha approvato quasi all’unanimità (hanno votato a favore otto Gruppi consiliari su nove, si è astenuto solo quello del Pdl) un Odg presentato dal sottoscritto e che vi invio perché può essere utile partire da un documento condiviso trasversalmente da (quasi) tutti gli schieramenti politici.
Grazie dell’attenzione e per cortesia fate girare il più possibile.
Arturo Calaminici
Coordinatore del Comitato No Eliporto nel Parco Nord e dell’Associazione Amici Parco Nord
Tel. 3358256015
